Ingegneria genietica

di Richard Stallman

Originale.

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Caro Arthur,

non posso concederti l'intervista che mi hai chiesto ma posso spiegarti come sono riuscita a cambiare il mio campo di studi e realizzare così tanto in così poco tempo. Non sarà tutta la storia completa ma capirai il resto ben presto.

Cinque anni fa, prima di diventare una biologa, avevo un negozio di antiquariato. Un giorno provai ad accendere una vecchia lampada, così per provarla, e ho avuto uno shock! Ma non di tipo elettrico... Infatti, invece di accendersi, la lampada ha fatto una grande fumata e ne è venuto fuori un... genio! Un genio che - indovina un pò - mi ha invitata a esprimere i consueti tre desideri!

Allora ho scritto il mio primo desiderio su un pezzo di carta, e poi l'ho letto ad alta voce, per evitare fraintendimenti. "Desidero che tutte le persone diventino - e rimangano - invulnerabili a ogni sorta di problema fisico, dovuto a malattia o invecchiamento. Esse resteranno vive e continueranno a pensare, sentire e agire come persone in gran salute... cosa hai detto?"

"Ehm... Temo che ci saranno delle difficoltà con un tale desiderio." Disse il Genio, con esitazione. "Forse dovresti desiderare qualcosa di diverso."

"Che intendi dire con 'qualcosa di diverso'? Questo è ciò che desidero!"

"Ma un tale desiderio è... come dire... poco ortodosso! Nessuno mai ha chiesto una cosa simile!" rispose il genio imbarazzato.

"Ma tu certamente avrai curato delle malattie in passato! Non riesci a fare una cosa simile?"

"Ma non è la stessa cosa! E poi... non rientra nelle procedure!"

"Ma è così semplice! Tu hai detto che avresti esaudito tre desideri! Adesso non puoi tirarti indietro! Te ne ho detto uno; adesso procedi!"

"Ma non posso prendermi una tale responsabilità tutto da solo! Dovrò consultarmi con qualcuno."

"E allora fallo! Ma non credere che io mi arrenda!"

Il genio divenne nuovamente fumo e cercò un camino come via d'uscita ma dovette accontentarsi della fessura della cassetta della posta. Circa un'ora dopo si rimaterializzò. Un peso reale avrebbe attraversato il genio scivolando via, ma lui sembrava portare un peso immateriale. "Dunque. Il tuo desiderio è troppo grande per essere esaudito. Non puoi desiderare di cambiare il mondo intero. I tuoi desideri devono essere correlati direttamente a te. Non potresti provare a desiderare qualcosa che abbia a che fare direttamente con te, in quanto singola persona?"

"Va bene, ho capito... Cercherò di renderti il lavoro più semplice! A questo punto desidero un tipo di potere mai visto prima, un potere inaudito!"

Il peso sembrò sollevarsi dalle sue spalle. "Questa è una buona idea! Che tipo di potere desideri?"

"Il potere di proteggere le persone da malattie e decadimento, al solo vedermi! Quando qualcuno mi vede il mio potere avrà effetto e renderà lui o lei invulnerabile a ogni sorta di problema fisico, sia esso dovuto a malattia o invecchiamento! Queste persone resteranno vive e continueranno a pensare, sentire e agire come persone in gran salute... E questo mio potere non trasparirà esteriormente. E adesso che dici?"

"Oddio! Credevo che ci fossimo capiti.... Il desiderio deve essere usato per qualcosa per te solamente!" Il peso ritornò sulle sue spalle, più pesante di prima.

"Ma come? Chiedo solo un potere che sia in grado di influenzare altre persone. E tu avrai dato un tale potere ad altri in passato... Se io desiderassi il potere di vincere sempre a scacchi, me lo daresti?"

"Certo! Ho dato tale potere a un uomo alcune decine di anni or sono... Peccato che poi sia diventato instabile. Vuoi tu un tale potere?"

"Ma allora perché non un potere che sia in grado di rendere gli altri sani e giovanili?"

"Per una tal cosa dovrò discuterne con chi di dovere. Ma potrei impiegare del tempo per risponderti. Non c'è bisogno che tu mi aspetti qui. Ti ritroverò io."

La sera seguente il genio apparve nuovamente, stavolta dall’umidificatore. E non sembrava piacergli ciò che aveva da dirmi.

"Mi spiace… Non sono autorizzato a esaudire il tuo desiderio. Stai creando problemi desiderando cose per altre persone. Perché non chiedi qualcosa per te stessa, che ti soddisfi personalmente?"

"Aiutare l'umanità mi darebbe il più grande piacere personale che io possa immaginare. Che ti prende? Perché rifiuti desideri che siano altruisti?"

"Ascolta… A dire il vero, i tuoi desideri dovrebbero essere egoistici perché così poi si possa dire di te quanto sei stata pazza a desiderare determinate cose. Che fine faremmo noi geni se esaudissimo tutti i desideri saggi e nobili?"

"Questo significa che stai rinnegando la tua parola?"

"Se solo tu potessi chiedermi una cosa diversa..."

Non riuscivo a trovare una soluzione, ma alla fine me ne uscii con: "Va bene! Desidererò una cosa egoistica. Qualcosa che benefici me direttamente."

"Sia lodato il Cielo! Cosa desideri?"

"Per prima cosa, voglio diventare molto più intelligente! Voglio riuscire a risolvere ogni tipo di problema o rompicapo meglio di chiunque altro sia mai vissuto! Ovviamente, senza perdere alcuna delle altre mie capacità mentali o fisiche."

"Molto bene! Detto fatto!" disse il genio, ma io non sembravo essere cambiata in nulla.

"Il mio secondo desiderio è personale. Voglio diventare e rimanere invulnerabile a ogni sorta di problema fisico dovuto a malattia o invecchiamento. Resterò viva e continuerò a pensare, sentire e agire come una persona in gran salute, con la capacità di annullare ogni ferita, anche di quelle che normalmente uccidono o deturpano le persone nel meglio della loro vita. Non ci sarà nessun segno esteriore di questa mia capacità a parte per l'assenza di malattie, incapacità, degenerazione e invecchiamento."

"Realizza ciò che ti chiedo cambiando la natura e le funzioni interne del mio corpo così che il mio potere possa essere normalmente ereditato. E poi, desidero anche un'intelligenza superiore. Voglio che anche i miei figli abbiano tutti questi vantaggi! O forse che il voler includere i miei figli è troppo poco egoistico?" Lo chiesi così, solo per distrarre il genio dall'importanza della specificazione; avevo calcolato che se avesse accettato una tale richiesta non avrebbe afferrato le implicazioni più profonde né obbiettato che si trattava di più richieste in un solo desiderio.

"Ma figurati! Preoccuparsi della propria famiglia è solo un diverso e ulteriore tipo di egoismo! Va benissimo! E il terzo desiderio?"

"Da adesso avrò un controllo cosciente sull'ovulazione. Essa avrà luogo solo quando sarò io a deciderlo fermamente. Una tal cosa non pregiudicherà la mia fertilità quando io deciderò di ovulare, né la salute della mia prole, e nessun'altra mia facoltà. E tale capacità anche deve essere ereditabile." Solo una contraccezione di tipo interno e naturale avrebbe potuto controllare le conseguenze della maggior longevità che intendevo dare al mondo.

"Cosissia!" – disse il genio – “Sono felice di esserti stato d'aiuto! Adesso però, addio." Il genio si affrettò ad andar via e forse anche a dimenticare un tale... contrattempo.

Il giorno seguente ho ceduto il mio negozio ed è cominciata la mia carriera in biochimica. Ho dovuto comprendere sia la normale struttura umana, quella di cui poi ho scritto e pubblicato, e - segretamente - i cambiamenti genetici che il genio aveva apportato al mio corpo. Insistendo sul fatto di volere che il mio potere fosse ereditario in modo naturale mi ero appunto assicurata che il genio operasse delle modifiche alla mia struttura biologica. Adesso dovevo solo capire cosa fosse effettivamente cambiato in me e come avrei potuto trasmettere la nuova struttura agli altri.

Decisi di concentrarmi dapprima sulla mia nuova intelligenza, così da poter poi lavorare in compagnia. Sono sicura che hai sentito parlare di una malattia che si chiama "macchie quadrate". È stata il mio primo prodotto, un virus che conferisce un'intelligenza come la mia. (Le macchie quadrate sono un indicatore di avvenuto contagio.) Quando la si contrae è sufficiente restare a letto e assumere tante proteine, e si diventerà' più intelligenti in un paio di settimane. La malattia è contagiosa per una settimana.

Certamente qualcuno sarà molto arrabbiato per una tale cosa, e per questo motivo dovrò restare nascosta quando la storia salterà fuori. Ma una volta che avrai contratto il virus non avrai problemi a trovarmi; alcuni indizi in questa lettera ti diranno dove trovarmi. Per favore pubblica questa lettera così com'è, così che gli indizi resteranno inalterati. Voglio che tutti i contagiati mi contattino così che possiamo lavorare insieme sul problema dell'invecchiamento, delle malattie e dell’ovulazione controllata. Ho anche una mezza idea per un genio-detector così da poter avere quanti geni vogliamo.

La tua amica,

Ethel

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